Con questo contributo è mio intento mostrare in che modo le descrizioni delle opere d'arte in relazioni di viaggio vengano usate come mezzi di critica sociale e di formazione di una identità, che è caratterizzata da tratti nazionali e/o individuali piuttosto che europei. Sia nell’opera Italienisches Bilderbuch (1847) di Fanny Lewald che in Pictures from Italy (1846) di Charles Dickens, l'analisi della società civile e la critica delle circostanze sociali svolgono un ruolo di primo piano anche nelle loro descrizioni delle opere d'arte. Il modo di descrivere le opere d’arte è in stretta relazione con l’immagine che gli scrittori hanno di se stessi e dà ulteriore riscontro di ciò che già avviene in altre loro opere. Dickens, durante la sua visita nei Musei Vaticani, si riferisce ad esempio all'impossibilità di vedere qualcosa di diverso nelle opere d’arte rispetto ai poveri modelli che i pittori hanno usato per il proprio lavoro. Inoltre, il modo di descrivere le opere d'arte serve per distanziare se stessi dagli altri e definire così una identità: quella propria e quella degli altri. In maniera simile, Lewald usa, tra l’altro, il tempo agli Uffizi e al Duomo di Firenze per osservare gli altri viaggiatori (in particolare le signore inglesi) e criticare il loro modo di guardare alle opere d’arte. Tuttavia, entrambi gli autori (ri)producono, allo stesso tempo, anche un catalogo d'arte (il “museo” menzionato nel call for papers), che sembra ciò che necessariamente ci si aspetta in una relazione di viaggio sull'Italia. Questo aspetto viene testimoniato dal fatto che, sia Lewald che Dickens, sembrano prestare volutamente molta attenzione ai loro lettori e all'effetto dei loro testi sui lettori stessi. Nel mio contributo, il mio scopo è quello di presentare le descrizioni delle opere d'arte presenti nei due testi e mostrare, in tal modo, a quale scopo queste stesse descrizioni vengano usate.
Le descrizioni di opere d'arte come critica sociale e formazione d'identità in Pictures from Italy (1846) di Charles Dickens e Italienisches Bilderbuch (1847) di Fanny Lewald
Vlasta S
2020-01-01
Abstract
Con questo contributo è mio intento mostrare in che modo le descrizioni delle opere d'arte in relazioni di viaggio vengano usate come mezzi di critica sociale e di formazione di una identità, che è caratterizzata da tratti nazionali e/o individuali piuttosto che europei. Sia nell’opera Italienisches Bilderbuch (1847) di Fanny Lewald che in Pictures from Italy (1846) di Charles Dickens, l'analisi della società civile e la critica delle circostanze sociali svolgono un ruolo di primo piano anche nelle loro descrizioni delle opere d'arte. Il modo di descrivere le opere d’arte è in stretta relazione con l’immagine che gli scrittori hanno di se stessi e dà ulteriore riscontro di ciò che già avviene in altre loro opere. Dickens, durante la sua visita nei Musei Vaticani, si riferisce ad esempio all'impossibilità di vedere qualcosa di diverso nelle opere d’arte rispetto ai poveri modelli che i pittori hanno usato per il proprio lavoro. Inoltre, il modo di descrivere le opere d'arte serve per distanziare se stessi dagli altri e definire così una identità: quella propria e quella degli altri. In maniera simile, Lewald usa, tra l’altro, il tempo agli Uffizi e al Duomo di Firenze per osservare gli altri viaggiatori (in particolare le signore inglesi) e criticare il loro modo di guardare alle opere d’arte. Tuttavia, entrambi gli autori (ri)producono, allo stesso tempo, anche un catalogo d'arte (il “museo” menzionato nel call for papers), che sembra ciò che necessariamente ci si aspetta in una relazione di viaggio sull'Italia. Questo aspetto viene testimoniato dal fatto che, sia Lewald che Dickens, sembrano prestare volutamente molta attenzione ai loro lettori e all'effetto dei loro testi sui lettori stessi. Nel mio contributo, il mio scopo è quello di presentare le descrizioni delle opere d'arte presenti nei due testi e mostrare, in tal modo, a quale scopo queste stesse descrizioni vengano usate.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



