Le biocostruzioni coralligene rappresentano uno degli ambienti più diversificati del Mediterraneo grazie alla loro complessa struttura ricca di cavità. Il loro sviluppo è dovuto alla lenta accrezione di alghe coralline e organismi animali con scheletro carbonatico come serpulidi, briozoi, cnidari, e molluschi. La scarsa consistenza meccanica di queste rocce, che ne favorisce la penetrabilità dei carbonati da parte degli organismi perforatori e la naturale porosità delle strutture coralligene, attraggono una grande quantità di specie endolitiche, soprattutto poriferi. Quando queste spugne muoiono le loro spicole silicee, invece di essere disperse, rimangono intrappolate nelle cavità della biocostruzione insieme a sedimenti autoctoni o alloctoni. Lo studio di queste antiche spicole, nei diversi strati della biocostruzione, permette la ricostruzione delle comunità a spugne che hanno popolato il Coralligeno e si sono succedute su scala millenaria. In questo lavoro presentiamo le variazioni della spongofauna in una biocostruzione a sviluppo verticale raccolta a 37 m di profondità a Marzamemi (Sicilia sud-orientale). La base di queste biocostruzioni è stata preliminarmente datata tramite radiocarbonio a circa 2200y BP (tardo Olocene). L’andamento della quantità di spicole (N/g sedimento) mostra un picco localizzato nei livelli centrali del blocco. Questo andamento, determinato principalmente da spicole della famiglia Chalinidae, è molto simile a quello osservato in strutture analoghe provenienti da altre località del Tirreno e del Mar Ligure. La ricostruzione degli andamenti temporali è possibile anche per diverse famiglie (Plakinidae e Suberitidae), singoli generi (Dercitus, Jaspis) o specie (Cliona vermifera). Recentemente è stato ipotizzato che il numero di specie e l’abbondanza di spicole nel Coralligeno siano controllati dalla temperatura dell’acqua durante la crescita, fornendo quindi utili informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente e paleoambiente nel quale le spicole sono state deposte.

VARIAZIONI A SCALA MILLENARIA DELLA DIVERSITA’ E ABBONDANZA DEI PORIFERI NEL CORALLIGENO DI MARZAMEMI (SICILIA SE)

M. BERTOLINO;A. BANDI;
2023-01-01

Abstract

Le biocostruzioni coralligene rappresentano uno degli ambienti più diversificati del Mediterraneo grazie alla loro complessa struttura ricca di cavità. Il loro sviluppo è dovuto alla lenta accrezione di alghe coralline e organismi animali con scheletro carbonatico come serpulidi, briozoi, cnidari, e molluschi. La scarsa consistenza meccanica di queste rocce, che ne favorisce la penetrabilità dei carbonati da parte degli organismi perforatori e la naturale porosità delle strutture coralligene, attraggono una grande quantità di specie endolitiche, soprattutto poriferi. Quando queste spugne muoiono le loro spicole silicee, invece di essere disperse, rimangono intrappolate nelle cavità della biocostruzione insieme a sedimenti autoctoni o alloctoni. Lo studio di queste antiche spicole, nei diversi strati della biocostruzione, permette la ricostruzione delle comunità a spugne che hanno popolato il Coralligeno e si sono succedute su scala millenaria. In questo lavoro presentiamo le variazioni della spongofauna in una biocostruzione a sviluppo verticale raccolta a 37 m di profondità a Marzamemi (Sicilia sud-orientale). La base di queste biocostruzioni è stata preliminarmente datata tramite radiocarbonio a circa 2200y BP (tardo Olocene). L’andamento della quantità di spicole (N/g sedimento) mostra un picco localizzato nei livelli centrali del blocco. Questo andamento, determinato principalmente da spicole della famiglia Chalinidae, è molto simile a quello osservato in strutture analoghe provenienti da altre località del Tirreno e del Mar Ligure. La ricostruzione degli andamenti temporali è possibile anche per diverse famiglie (Plakinidae e Suberitidae), singoli generi (Dercitus, Jaspis) o specie (Cliona vermifera). Recentemente è stato ipotizzato che il numero di specie e l’abbondanza di spicole nel Coralligeno siano controllati dalla temperatura dell’acqua durante la crescita, fornendo quindi utili informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente e paleoambiente nel quale le spicole sono state deposte.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1159331
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact