Dai suoi esordi a inizio XVIII secolo la porcellana ha raccolto i favori dell’aristocrazia europea che la identificava quale attributo di prestigio. Dopo Meissen e prima di Doccia, la Manifattura imperiale Du Paquier (1718) ha improntato in modo significativo la produzione delle porcellane di lusso. Anche i livelli apicali delle carriere ecclesiastiche non sembrano rimanere indifferenti, come è evidente dall’inedito servizio viennese con stemma cardinalizio Spinola, databile tra 1733 e 1744 (Caumont Caimi 2011). Il committente è stato riconosciuto per ragioni biografiche in Giovanni Battista Spinola III (1681-1752) - salito alla porpora proprio nel 1733 - figura poco nota del ramo di San Luca detto “dei Savi”, da confondere con almeno altri due omonimi che lo precedettero. A provare la committenza delle porcellane in questione sarebbero anche i legami internazionali di Spinola, abile investitore assieme al fratello Giuseppe Nicolò, Ambasciatore a Vienna per la Superba tra 1743 e 1747, così come gli inventari della sua eredità di 100.000 scudi, nelle cui liste emergono oltre 360 dipinti, arazzi, argenti e porcellane con arma Spinola.
Ipotesi per un servizio Spinola di ceramiche Du Paquier
Garaventa Sara
2023-01-01
Abstract
Dai suoi esordi a inizio XVIII secolo la porcellana ha raccolto i favori dell’aristocrazia europea che la identificava quale attributo di prestigio. Dopo Meissen e prima di Doccia, la Manifattura imperiale Du Paquier (1718) ha improntato in modo significativo la produzione delle porcellane di lusso. Anche i livelli apicali delle carriere ecclesiastiche non sembrano rimanere indifferenti, come è evidente dall’inedito servizio viennese con stemma cardinalizio Spinola, databile tra 1733 e 1744 (Caumont Caimi 2011). Il committente è stato riconosciuto per ragioni biografiche in Giovanni Battista Spinola III (1681-1752) - salito alla porpora proprio nel 1733 - figura poco nota del ramo di San Luca detto “dei Savi”, da confondere con almeno altri due omonimi che lo precedettero. A provare la committenza delle porcellane in questione sarebbero anche i legami internazionali di Spinola, abile investitore assieme al fratello Giuseppe Nicolò, Ambasciatore a Vienna per la Superba tra 1743 e 1747, così come gli inventari della sua eredità di 100.000 scudi, nelle cui liste emergono oltre 360 dipinti, arazzi, argenti e porcellane con arma Spinola.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



