The Nineteenth century was not only the century of freedoms, but also the moment when historicist and deterministic doctrines matured, contributing to the legitimisation of authoritarian systems. This ambivalence, so characteristic of modernity, had already found full expression in one of the founding experiences of our age: the Enlightenment, particularly in its French variant. On the one hand, the leading philosophes shared a belief in the possibility of perfecting society, grounded above all in the performative role of legislation and in confidence in reason. On the other hand, they frequently embraced radical deterministic and sensationalist interpretations that left no space for freedom, reducing human beings—especially in their collective dimension—to infants or automatons to be moulded and controlled. This tension weakened the Enlightenment’s reformist impetus, producing outcomes not always consistent with its most idealistic aspirations: on one side, an enlightened despotism unwilling or unable to transform social structures; on the other, a revolution neither foreseen nor desired.

Il XIX non è solo il secolo delle libertà, ma anche quello in cui giungono a maturazione le dottrine storiciste e deterministe che contribuiranno alla legittimazione di sistemi di stampo autoritario. Tale ambivalenza, tipica della contemporaneità, ha una sua compiuta emersione in una delle esperienze fondative della nostra epoca: l’Illuminismo, in particolare di area francese. Da un lato i maggiori philosophes si dimostrano compatti nel sostenere la possibilità del perfezionamento della società, grazie in particolare al ruolo performativo attribuito al diritto legislativo e alla fiducia nella ragione. Dall’altro, però, si fanno sovente sostenitori di radicali letture deterministe e sensiste che negano ogni spazio alla libertà e riducono l’uomo, specie se considerato collettivamente, a un infante o un automa da manipolare e condizionare. Ciò contribuirà a depotenziare la meritoria carica riformatrice dell’Illuminismo conducendo a ricadute pratiche non sempre in linea con le sue aspirazioni più ideali: da un lato un dispotismo illuminato incapace e non interessato a mutare le strutture sociali e dall’altro una Rivoluzione non prevista né voluta.

L’ambigua “libertà dei moderni”. Qualche nota su libertà, diritto e riforma nelle riflessioni delle lumières

daniele colonna
2025-01-01

Abstract

The Nineteenth century was not only the century of freedoms, but also the moment when historicist and deterministic doctrines matured, contributing to the legitimisation of authoritarian systems. This ambivalence, so characteristic of modernity, had already found full expression in one of the founding experiences of our age: the Enlightenment, particularly in its French variant. On the one hand, the leading philosophes shared a belief in the possibility of perfecting society, grounded above all in the performative role of legislation and in confidence in reason. On the other hand, they frequently embraced radical deterministic and sensationalist interpretations that left no space for freedom, reducing human beings—especially in their collective dimension—to infants or automatons to be moulded and controlled. This tension weakened the Enlightenment’s reformist impetus, producing outcomes not always consistent with its most idealistic aspirations: on one side, an enlightened despotism unwilling or unable to transform social structures; on the other, a revolution neither foreseen nor desired.
2025
Il XIX non è solo il secolo delle libertà, ma anche quello in cui giungono a maturazione le dottrine storiciste e deterministe che contribuiranno alla legittimazione di sistemi di stampo autoritario. Tale ambivalenza, tipica della contemporaneità, ha una sua compiuta emersione in una delle esperienze fondative della nostra epoca: l’Illuminismo, in particolare di area francese. Da un lato i maggiori philosophes si dimostrano compatti nel sostenere la possibilità del perfezionamento della società, grazie in particolare al ruolo performativo attribuito al diritto legislativo e alla fiducia nella ragione. Dall’altro, però, si fanno sovente sostenitori di radicali letture deterministe e sensiste che negano ogni spazio alla libertà e riducono l’uomo, specie se considerato collettivamente, a un infante o un automa da manipolare e condizionare. Ciò contribuirà a depotenziare la meritoria carica riformatrice dell’Illuminismo conducendo a ricadute pratiche non sempre in linea con le sue aspirazioni più ideali: da un lato un dispotismo illuminato incapace e non interessato a mutare le strutture sociali e dall’altro una Rivoluzione non prevista né voluta.
979-12-5482-428-3
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1261836
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