Il contributo indaga la crisi del sistema urbano contemporaneo, con riferimento al contesto italiano ed europeo. Attraverso un percorso critico che intreccia dati e riflessioni teoriche, si evidenzia come la città stia progressivamente perdendo coerenza, qualità spaziale e significato. Le logiche dell’espansione urbana e della speculazione fondiaria hanno prodotto territori saturi di architettura, ma poveri di società. La dicotomia tra centro e periferia, un tempo chiara, appare oggi demolita, lasciando emergere nuove forme di marginalità e nuove possibilità. Il caso di Urbino, e in particolare il quartiere Mazzaferro, è emblematico per comprendere le contraddizioni dell’urbanizzazione “per parti”. Nato come esperimento di edilizia universitaria e cooperativa, Mazzaferro rappresenta oggi una periferia che, pur marginalizzata, conserva elementi di identità. Lontano dalla retorica del degrado, questo spazio liminale si rivela come il luogo dove il paesaggio è il protagonista. L’intreccio tra città, architettura e paesaggio, propone una rilettura della periferia come l’“altra città” di Urbino, capace di riscrivere le logiche dell’abitare.
Un paesaggio spezzato
simone lavezzaro
2025-01-01
Abstract
Il contributo indaga la crisi del sistema urbano contemporaneo, con riferimento al contesto italiano ed europeo. Attraverso un percorso critico che intreccia dati e riflessioni teoriche, si evidenzia come la città stia progressivamente perdendo coerenza, qualità spaziale e significato. Le logiche dell’espansione urbana e della speculazione fondiaria hanno prodotto territori saturi di architettura, ma poveri di società. La dicotomia tra centro e periferia, un tempo chiara, appare oggi demolita, lasciando emergere nuove forme di marginalità e nuove possibilità. Il caso di Urbino, e in particolare il quartiere Mazzaferro, è emblematico per comprendere le contraddizioni dell’urbanizzazione “per parti”. Nato come esperimento di edilizia universitaria e cooperativa, Mazzaferro rappresenta oggi una periferia che, pur marginalizzata, conserva elementi di identità. Lontano dalla retorica del degrado, questo spazio liminale si rivela come il luogo dove il paesaggio è il protagonista. L’intreccio tra città, architettura e paesaggio, propone una rilettura della periferia come l’“altra città” di Urbino, capace di riscrivere le logiche dell’abitare.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



