In an era marked by global interconnections, ecological crises, and digital transformations, empathy emerges as a key element in understanding and addressing complexity. However, the increasing technological mediation of interactions raises questions about the ability of digital images to foster genuine emotional connection and engagement. In this context, visual representation plays a crucial role in the construction of knowledge and the mediation of emotional experience. Starting from the premise that empathetic seeing is conditioned by the nature of the medium through which the experience occurs, this study examines the transition from direct observation to digital mediation and its impact on emotional sensitivity and engagement. The concept of the “as if” is introduced to highlight how representation is not merely a means of recording reality but a device capable of activating imagination and emotional participation. Finally, this contribution explores the role of representation in visualizing complexity, demonstrating how speculative visions can render intricate phenomena more comprehensible, transforming the image into a critical and anticipatory tool. Through narrative and speculative strategies, representation not only describes but also interrogates and problematizes, fostering a more conscious reading of reality and opening new perspectives for visual design.

In un’epoca caratterizzata da interconnessioni globali, crisi ecologiche e trasformazioni digitali, l’empatia emerge come un elemento chiave per comprendere e affrontare la complessità. Tuttavia, la crescente mediazione tecnologica delle interazioni solleva interrogativi sulla capacità delle immagini digitali di favorire un’autentica immedesimazione e connessione emotiva. In questo contesto, la rappresentazione visiva gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della conoscenza e nella mediazione dell’esperienza emotiva. Partendo dall’idea che il vedere empatico sia condizionato dalla natura del medium attraverso cui avviene l’esperienza, si indaga il passaggio dall’osservazione diretta alla mediazione digitale e l’impatto che questo ha sulla sensibilità e sul coinvolgimento emotivo. Il concetto di “come se” viene quindi introdotto per evidenziare come la rappresentazione non sia solo un mezzo di registrazione del reale, ma un dispositivo capace di attivare immaginazione e partecipazione emozionale. Infine, il contributo affronta il ruolo della rappresentazione nella visualizzazione della complessità, evidenziando come le visioni speculative possano rendere leggibili fenomeni articolati, trasformando l’immagine in uno strumento critico e anticipatorio. Attraverso strategie narrative e speculative, la rappresentazione non solo descrive, ma interroga e problematizza, favorendo una lettura più consapevole della realtà e aprendo nuove prospettive per la progettazione visiva.

Vedere empatico: il ruolo della rappresentazione nella percezione e nella complessità

Tiziana Iorio
2025-01-01

Abstract

In an era marked by global interconnections, ecological crises, and digital transformations, empathy emerges as a key element in understanding and addressing complexity. However, the increasing technological mediation of interactions raises questions about the ability of digital images to foster genuine emotional connection and engagement. In this context, visual representation plays a crucial role in the construction of knowledge and the mediation of emotional experience. Starting from the premise that empathetic seeing is conditioned by the nature of the medium through which the experience occurs, this study examines the transition from direct observation to digital mediation and its impact on emotional sensitivity and engagement. The concept of the “as if” is introduced to highlight how representation is not merely a means of recording reality but a device capable of activating imagination and emotional participation. Finally, this contribution explores the role of representation in visualizing complexity, demonstrating how speculative visions can render intricate phenomena more comprehensible, transforming the image into a critical and anticipatory tool. Through narrative and speculative strategies, representation not only describes but also interrogates and problematizes, fostering a more conscious reading of reality and opening new perspectives for visual design.
2025
In un’epoca caratterizzata da interconnessioni globali, crisi ecologiche e trasformazioni digitali, l’empatia emerge come un elemento chiave per comprendere e affrontare la complessità. Tuttavia, la crescente mediazione tecnologica delle interazioni solleva interrogativi sulla capacità delle immagini digitali di favorire un’autentica immedesimazione e connessione emotiva. In questo contesto, la rappresentazione visiva gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della conoscenza e nella mediazione dell’esperienza emotiva. Partendo dall’idea che il vedere empatico sia condizionato dalla natura del medium attraverso cui avviene l’esperienza, si indaga il passaggio dall’osservazione diretta alla mediazione digitale e l’impatto che questo ha sulla sensibilità e sul coinvolgimento emotivo. Il concetto di “come se” viene quindi introdotto per evidenziare come la rappresentazione non sia solo un mezzo di registrazione del reale, ma un dispositivo capace di attivare immaginazione e partecipazione emozionale. Infine, il contributo affronta il ruolo della rappresentazione nella visualizzazione della complessità, evidenziando come le visioni speculative possano rendere leggibili fenomeni articolati, trasformando l’immagine in uno strumento critico e anticipatorio. Attraverso strategie narrative e speculative, la rappresentazione non solo descrive, ma interroga e problematizza, favorendo una lettura più consapevole della realtà e aprendo nuove prospettive per la progettazione visiva.
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