The deep transformations that, at the end of the nineteenth century, reshaped the urban form of Genoa made explicit the dialectic between the ancient and the modern city, a tension that finds its paradigmatic expression in the central district of Piccapietra. For more than seventy years, competitions, plans, and projects of urban surgery followed one another, defining a controversial and intensely debated idea of the city, which today faces a severe crisis. The damages of World War II facilitated the complete reconstruction of the medieval Piccapietra area, with contributions from leading figures of twentieth-century Italian architectural culture, including Franco Albini, Luigi Carlo Daneri, Franca Helg, Mario Labò, Luigi Moretti, Ludovico Quaroni, Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi, and Luigi Vietti. The paper offers an urban and compositional analysis of Piccapietra’s current crisis by investigating fragments of an imaginary Genoa: unbuilt episodes of urban modernity which, through their architectural-aesthetic quality and socio-cultural significance, could have endowed the complex with the coherence and vitality of a fully integrated urban form. Among these are Luigi Moretti’s glass skyscraper and the Palazzo dell’Arte project by Franco Albini, Franca Helg, and Mario Labò, in collaboration with Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi, and Giulio Zappa.

Le profonde trasformazioni che, alla fine del XIX secolo, ridisegnano la figura urbana di Genova rendono esplicito il confronto tra città antica e città moderna: una tensione che trova espressione paradigmatica nella baricentrica Piccapietra. Per oltre settant’anni, bandi, piani e progetti di chirurgia urbanistica si susseguono delineando un’idea di città controversa, intensamente dibattuta e oggi in profonda crisi. I danni bellici del secondo conflitto mondiale favoriscono la ricostruzione integrale del comparto medievale di Piccapietra, cui contribuiscono protagonisti di primo piano della cultura architettonica italiana del Novecento, tra cui Franco Albini, Luigi Carlo Daneri, Franca Helg, Mario Labò, Luigi Moretti, Ludovico Quaroni, Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi e Luigi Vietti. Il testo propone un’analisi urbanistico-compositiva dell’attuale crisi di Piccapietra, attraverso la lettura di frammenti di una Genova immaginaria: episodi di modernità urbana mai realizzati che, per la loro qualità estetico-architettonica e valenza socio-culturale, avrebbero potuto conferire al complesso la coerenza e la vitalità di un corpo urbano compiuto. Tra questi, il grattacielo vetrato di Luigi Moretti e il progetto per il Palazzo dell’Arte di Franco Albini, Franca Helg e Mario Labò, in collaborazione con Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi e Giulio Zappa.

Genova, città immaginaria. Il moderno incompiuto di Piccapietra

Elisabetta Canepa
2025-01-01

Abstract

The deep transformations that, at the end of the nineteenth century, reshaped the urban form of Genoa made explicit the dialectic between the ancient and the modern city, a tension that finds its paradigmatic expression in the central district of Piccapietra. For more than seventy years, competitions, plans, and projects of urban surgery followed one another, defining a controversial and intensely debated idea of the city, which today faces a severe crisis. The damages of World War II facilitated the complete reconstruction of the medieval Piccapietra area, with contributions from leading figures of twentieth-century Italian architectural culture, including Franco Albini, Luigi Carlo Daneri, Franca Helg, Mario Labò, Luigi Moretti, Ludovico Quaroni, Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi, and Luigi Vietti. The paper offers an urban and compositional analysis of Piccapietra’s current crisis by investigating fragments of an imaginary Genoa: unbuilt episodes of urban modernity which, through their architectural-aesthetic quality and socio-cultural significance, could have endowed the complex with the coherence and vitality of a fully integrated urban form. Among these are Luigi Moretti’s glass skyscraper and the Palazzo dell’Arte project by Franco Albini, Franca Helg, and Mario Labò, in collaboration with Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi, and Giulio Zappa.
2025
Le profonde trasformazioni che, alla fine del XIX secolo, ridisegnano la figura urbana di Genova rendono esplicito il confronto tra città antica e città moderna: una tensione che trova espressione paradigmatica nella baricentrica Piccapietra. Per oltre settant’anni, bandi, piani e progetti di chirurgia urbanistica si susseguono delineando un’idea di città controversa, intensamente dibattuta e oggi in profonda crisi. I danni bellici del secondo conflitto mondiale favoriscono la ricostruzione integrale del comparto medievale di Piccapietra, cui contribuiscono protagonisti di primo piano della cultura architettonica italiana del Novecento, tra cui Franco Albini, Luigi Carlo Daneri, Franca Helg, Mario Labò, Luigi Moretti, Ludovico Quaroni, Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi e Luigi Vietti. Il testo propone un’analisi urbanistico-compositiva dell’attuale crisi di Piccapietra, attraverso la lettura di frammenti di una Genova immaginaria: episodi di modernità urbana mai realizzati che, per la loro qualità estetico-architettonica e valenza socio-culturale, avrebbero potuto conferire al complesso la coerenza e la vitalità di un corpo urbano compiuto. Tra questi, il grattacielo vetrato di Luigi Moretti e il progetto per il Palazzo dell’Arte di Franco Albini, Franca Helg e Mario Labò, in collaborazione con Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi e Giulio Zappa.
978-88-229-2429-2
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