Within Analytical Thomism, it is possible to distinguish a Wittgensteinian Thomism from a Geachian-Fregean one. The first underlines the relevance of Aquinas for philosophical psychology and, in particular, for the contemporary philosophy of mind. In the first and second paragraphs, I consider Anthony Kenny’s contribution, focusing in particular on his text Aquinas on Mind – a sort of commentary to the quaestiones from 75 to 89 of the Summa Theologica – and the criticisms it has received. In the third paragraph, I refer to the debate between Pouivet and Putallaz, following the publication Aquinas after Wittgenstein and showing how the punctual philological criticisms of Wittgenstenian Thomism project are not decisive for abandoning the attempt to formulate a Thomistic-inspired philosophy of mind. I conclude by recommending the need for a careful historical-conceptual translation of the of the lexicon concerning the “mind”.

Gli studi più recenti suggeriscono di distinguere un tomismo “geachiano-fregeano” da uno “wittgensteiniano”1 per comprendere, ed eventualmente apprezzare, il tomismo analitico, cioè l’interpretazione di Tommaso proposta da autori riconducibili alla filosofia analitica2. Questi due filoni hanno approfondito i nessi tra la proposta filosofica di Tommaso e quella, rispettivamente, di Frege3 e di Wittgenstein4. Ritengo però auspicabile seguire anche una strada alternativa, ovvero soffermarsi sui temi che i due filoni privilegiano: l’ontologia e la filosofia della mente. Visti i risultati conseguiti da Giovanni Ventimiglia in ambito ontologico5, in questa sede mi occuperò di valutare la fondatezza di una (presunta) filosofia della mente che alcuni tomisti wittgensteiniani rinvengono nell’Aquinate, indicando la direzione in cui proseguire l’indagine. Nonostante l’iniziale entusiasmo per il contributo che la filosofia tomista della mente avrebbe potuto portare al dibattito contemporaneo e nonostante, almeno in Italia, l’interesse per questo tema abbia favorito un dialogo culturale di ampio respiro travalicando i confini del mondo accademico6, puntuali critiche hanno posto seri dubbi sulla legittimità di tale operazione, tanto da farle subire una battuta d’arresto. Se si tratti di un veto definitivo o dell’occasione per un rilancio è la domanda a cui intendo offrire una risposta.

Il tomismo wittgensteiniano e la filosofia della (presunta) mente

M damonte
2025-01-01

Abstract

Within Analytical Thomism, it is possible to distinguish a Wittgensteinian Thomism from a Geachian-Fregean one. The first underlines the relevance of Aquinas for philosophical psychology and, in particular, for the contemporary philosophy of mind. In the first and second paragraphs, I consider Anthony Kenny’s contribution, focusing in particular on his text Aquinas on Mind – a sort of commentary to the quaestiones from 75 to 89 of the Summa Theologica – and the criticisms it has received. In the third paragraph, I refer to the debate between Pouivet and Putallaz, following the publication Aquinas after Wittgenstein and showing how the punctual philological criticisms of Wittgenstenian Thomism project are not decisive for abandoning the attempt to formulate a Thomistic-inspired philosophy of mind. I conclude by recommending the need for a careful historical-conceptual translation of the of the lexicon concerning the “mind”.
2025
Gli studi più recenti suggeriscono di distinguere un tomismo “geachiano-fregeano” da uno “wittgensteiniano”1 per comprendere, ed eventualmente apprezzare, il tomismo analitico, cioè l’interpretazione di Tommaso proposta da autori riconducibili alla filosofia analitica2. Questi due filoni hanno approfondito i nessi tra la proposta filosofica di Tommaso e quella, rispettivamente, di Frege3 e di Wittgenstein4. Ritengo però auspicabile seguire anche una strada alternativa, ovvero soffermarsi sui temi che i due filoni privilegiano: l’ontologia e la filosofia della mente. Visti i risultati conseguiti da Giovanni Ventimiglia in ambito ontologico5, in questa sede mi occuperò di valutare la fondatezza di una (presunta) filosofia della mente che alcuni tomisti wittgensteiniani rinvengono nell’Aquinate, indicando la direzione in cui proseguire l’indagine. Nonostante l’iniziale entusiasmo per il contributo che la filosofia tomista della mente avrebbe potuto portare al dibattito contemporaneo e nonostante, almeno in Italia, l’interesse per questo tema abbia favorito un dialogo culturale di ampio respiro travalicando i confini del mondo accademico6, puntuali critiche hanno posto seri dubbi sulla legittimità di tale operazione, tanto da farle subire una battuta d’arresto. Se si tratti di un veto definitivo o dell’occasione per un rilancio è la domanda a cui intendo offrire una risposta.
9788840190778
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