Il manoscritto inedito reso pubblico soltanto di recente e qui proposto per la prima volta permette al lettore di penetrare senza mediazioni nel laboratorio da cui è nato uno dei titoli più emblematici della maturità e dell’intero catalogo di Giuseppe Verdi. Il lungo e tormentato autografo redatto da Francesco Maria Piave, per quasi vent’anni il principale collaboratore letterario di Verdi, mostra i due artisti alla loro decima e ultima avventura creativa: il cantiere della prima versione della Forza del destino, messa in scena a San Pietroburgo nel 1862. Ce li mostra gomito a gomito nello studiolo verdiano di Sant’Agata, nel paziente lavoro di definizione puntuale d’un testo adatto a veicolare un’azione drammatica efficace e coinvolgente. Qualcosa di cui Verdi aveva assoluto bisogno e che soltanto per assidue approssimazioni successive sarebbe potuto venire alla luce. I fogli qui riprodotti ad altissima definizione, continuamente costellati di correzioni, cancellature, aggiunte, riversificazioni e rifacimenti a più colori – tre redazioni dell’atto I, diverse versioni di pezzi celeberrimi come il Rataplan o la ballata «Son Pereda, son ricco d’onore», infinite micro e macrovarianti – testimoniano l’estenuante lavoro di lima (e talvolta d’accetta) con cui una fonte drammatica, qui l’iperromantico dramma spagnolo Don Álvaro o La fuerza del sino di Ángel Saavedra, duca di Rivas, viene trasformato in un libretto d’opera. Accompagnano il manoscritto tre contributi critici di altrettanti studiosi tra i più accreditati nella disciplina, che contestualizzano e commentano questo processo laborioso, all’insegna d’una paternità condivisa tra i due artisti.

La forza del destino. Le prime stesure autografe con annotazioni di Giuseppe Verdi

R. Mellace
2025-01-01

Abstract

Il manoscritto inedito reso pubblico soltanto di recente e qui proposto per la prima volta permette al lettore di penetrare senza mediazioni nel laboratorio da cui è nato uno dei titoli più emblematici della maturità e dell’intero catalogo di Giuseppe Verdi. Il lungo e tormentato autografo redatto da Francesco Maria Piave, per quasi vent’anni il principale collaboratore letterario di Verdi, mostra i due artisti alla loro decima e ultima avventura creativa: il cantiere della prima versione della Forza del destino, messa in scena a San Pietroburgo nel 1862. Ce li mostra gomito a gomito nello studiolo verdiano di Sant’Agata, nel paziente lavoro di definizione puntuale d’un testo adatto a veicolare un’azione drammatica efficace e coinvolgente. Qualcosa di cui Verdi aveva assoluto bisogno e che soltanto per assidue approssimazioni successive sarebbe potuto venire alla luce. I fogli qui riprodotti ad altissima definizione, continuamente costellati di correzioni, cancellature, aggiunte, riversificazioni e rifacimenti a più colori – tre redazioni dell’atto I, diverse versioni di pezzi celeberrimi come il Rataplan o la ballata «Son Pereda, son ricco d’onore», infinite micro e macrovarianti – testimoniano l’estenuante lavoro di lima (e talvolta d’accetta) con cui una fonte drammatica, qui l’iperromantico dramma spagnolo Don Álvaro o La fuerza del sino di Ángel Saavedra, duca di Rivas, viene trasformato in un libretto d’opera. Accompagnano il manoscritto tre contributi critici di altrettanti studiosi tra i più accreditati nella disciplina, che contestualizzano e commentano questo processo laborioso, all’insegna d’una paternità condivisa tra i due artisti.
2025
9788842836469
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