Non più solo linee su una mappa, ma paesaggi in senso esteso, dispositivi dinamici e infrastrutture liminari, i margini territoriali sono oggetto di investigazioni multidisciplinari che, prendendo in prestito e trasferendo nozioni dalla geografia, la filosofia e la sociologia urbana, convergono nel campo dell’architettura. Il margine – quello fisico che divide due o più spazi di varia entità, ruolo e dimensione – è una zona in sé e per sé, un’area dotata di proprietà peculiari e caratterizzanti. Il margine diviene così una figura in grado di rappresentare una condizione, uno status, una proprietà. A seconda della sua funzione e posizione è un limes (un luogo esclusivo, ossia un limite o una demarcazione) oppure un limen (una soglia che, invece di isolare, include). È su quest’ultima accezione – quella di “soglia” – che la ricerca dottorale condotta tra il 2015 e il 2019 presso il Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova e la Delft University of Technology, Faculty of Architecture and the Built Environment si è concentrata, esplorando da un lato la nozione di soglia come “figura architettonica”, dall’altro applicando tale nozione al contesto specifico della città portuale, organismo complesso in cui il rapporto tra la componente urbana e quella operativa genera da decenni una speciale interfaccia, fisica e culturale. Su questo margine si innesta un patrimonio di architetture in differente stato di abbandono, dismissione o utilizzo che rappresentano, nella loro eccezionale collocazione liminare, il sistema di architetture della soglia urbano-portuale.
Oltre la città portuale. La condizione di portualità e il campo della soglia
Moretti, B.
2025-01-01
Abstract
Non più solo linee su una mappa, ma paesaggi in senso esteso, dispositivi dinamici e infrastrutture liminari, i margini territoriali sono oggetto di investigazioni multidisciplinari che, prendendo in prestito e trasferendo nozioni dalla geografia, la filosofia e la sociologia urbana, convergono nel campo dell’architettura. Il margine – quello fisico che divide due o più spazi di varia entità, ruolo e dimensione – è una zona in sé e per sé, un’area dotata di proprietà peculiari e caratterizzanti. Il margine diviene così una figura in grado di rappresentare una condizione, uno status, una proprietà. A seconda della sua funzione e posizione è un limes (un luogo esclusivo, ossia un limite o una demarcazione) oppure un limen (una soglia che, invece di isolare, include). È su quest’ultima accezione – quella di “soglia” – che la ricerca dottorale condotta tra il 2015 e il 2019 presso il Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova e la Delft University of Technology, Faculty of Architecture and the Built Environment si è concentrata, esplorando da un lato la nozione di soglia come “figura architettonica”, dall’altro applicando tale nozione al contesto specifico della città portuale, organismo complesso in cui il rapporto tra la componente urbana e quella operativa genera da decenni una speciale interfaccia, fisica e culturale. Su questo margine si innesta un patrimonio di architetture in differente stato di abbandono, dismissione o utilizzo che rappresentano, nella loro eccezionale collocazione liminare, il sistema di architetture della soglia urbano-portuale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



