Il saggio commenta il ciclo affrescato di Ambrogio Lorenzetti (1337–1339) nel Palazzo Pubblico di Siena per mostrare come le allegorie del *Buon* e del *Cattivo Governo* esprimano una visione civica e giuridica della convivenza. L’opera viene letta come manifesto di «arte civile»: il Buon Governo promuove ordine, prosperità e partecipazione culturale; il Cattivo Governo genera violenza, miseria e degrado. Si mette in luce la struttura tripartita dell’allegoria (virtù teologali, virtù civili, popolazione) e il ruolo centrale della Giustizia incarnata in figura femminile insieme alla Sapienza come principio regolatore che coniuga rigore e cura. Si evidenziano inoltre i richiami alla tradizione classica e a una visione «costruttivista» dell’azione normativa sul paesaggio sociale e naturale. Attraverso l’analisi iconografica e sociale, l’autrice discute infine il nesso tra visibilità femminile, potere e autonomia, richiamando la paradossale contemporaneità della rappresentazione della donna e la persecuzione delle «streghe» come indice delle diseguaglianze strutturali nella storia.

Il significato delle allegorie. Commentando il "Buon Governo" di Ambrogio Lorenzetti. Lecostituzionaliste a confronto con Gustavo Zagrebelsky

Lara Trucco
2025-01-01

Abstract

Il saggio commenta il ciclo affrescato di Ambrogio Lorenzetti (1337–1339) nel Palazzo Pubblico di Siena per mostrare come le allegorie del *Buon* e del *Cattivo Governo* esprimano una visione civica e giuridica della convivenza. L’opera viene letta come manifesto di «arte civile»: il Buon Governo promuove ordine, prosperità e partecipazione culturale; il Cattivo Governo genera violenza, miseria e degrado. Si mette in luce la struttura tripartita dell’allegoria (virtù teologali, virtù civili, popolazione) e il ruolo centrale della Giustizia incarnata in figura femminile insieme alla Sapienza come principio regolatore che coniuga rigore e cura. Si evidenziano inoltre i richiami alla tradizione classica e a una visione «costruttivista» dell’azione normativa sul paesaggio sociale e naturale. Attraverso l’analisi iconografica e sociale, l’autrice discute infine il nesso tra visibilità femminile, potere e autonomia, richiamando la paradossale contemporaneità della rappresentazione della donna e la persecuzione delle «streghe» come indice delle diseguaglianze strutturali nella storia.
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