L’ambito relativamente nuovo degli indicatori di sostenibilità presenta molte analogie con i mercati dei “rating” del credito e dei “benchmark” finanziari, ma dimostra anche significative caratteristiche distintive. Il lavoro esamina in che misura le strategie normative sviluppate nel diritto finanziario “tradizionale” per migliorare l’affidabilità dei rating del credito e dei benchmark possano essere esportate nel “nuovo” mondo della finanza sostenibile. Dal punto di vista metodologico, l’analisi consiste in un esperimento di applicazione al settore della finanza sostenibile delle teorie della regolazione in materia di asimmetrie informative, problemi di agenzia e razionalità limitata dei partecipanti al mercato. L’esito di tale esperimento indica come il legislatore europeo avrebbe dovuto essere più cauto nel trasporre regole concepite per i rating del credito ai rating di sostenibilità, come invece proposto dalla Commissione, poi seguita da Parlamento e Consiglio (Regolamento (UE) 2024/3005). Ad esempio, a causa della loro natura cd. multivariata, le valutazioni alla base dei rating di sostenibilità sono spesso più soggettive di quelle che supportano gli indicatori tradizionali relativi al merito di credito. Similmente, il settore della finanza sostenibile si caratterizza per la ancora limitata diffusione di competenze specialistiche, vuoi da parte degli investitori vuoi, anche, da parte delle autorità indipendenti che vigilano sui mercati finanziari. Ciò rischia di aggravare gli effetti indesiderati di un regime di autorizzazione e di supervisione modellato sul modello dei rating del credito: tale regime, infatti, potrebbe creare una sensazione di fiducia nei rating di sostenibilità, senza che a ciò corrisponda un’effettiva solidità dei relativi criteri di valutazione. Il lavoro suggerisce che il quadro normativo degli analisti finanziari sarebbe un modello più adatto e che la disciplina dei rating di sostenibilità avrebbe dovuto concentrarsi più incisivamente sulle regole di trasparenza.

Information Intermediaries and Sustainability: The Case of ESG Ratings and Benchmarks

M. Gargantini;M. Siri
2025-01-01

Abstract

L’ambito relativamente nuovo degli indicatori di sostenibilità presenta molte analogie con i mercati dei “rating” del credito e dei “benchmark” finanziari, ma dimostra anche significative caratteristiche distintive. Il lavoro esamina in che misura le strategie normative sviluppate nel diritto finanziario “tradizionale” per migliorare l’affidabilità dei rating del credito e dei benchmark possano essere esportate nel “nuovo” mondo della finanza sostenibile. Dal punto di vista metodologico, l’analisi consiste in un esperimento di applicazione al settore della finanza sostenibile delle teorie della regolazione in materia di asimmetrie informative, problemi di agenzia e razionalità limitata dei partecipanti al mercato. L’esito di tale esperimento indica come il legislatore europeo avrebbe dovuto essere più cauto nel trasporre regole concepite per i rating del credito ai rating di sostenibilità, come invece proposto dalla Commissione, poi seguita da Parlamento e Consiglio (Regolamento (UE) 2024/3005). Ad esempio, a causa della loro natura cd. multivariata, le valutazioni alla base dei rating di sostenibilità sono spesso più soggettive di quelle che supportano gli indicatori tradizionali relativi al merito di credito. Similmente, il settore della finanza sostenibile si caratterizza per la ancora limitata diffusione di competenze specialistiche, vuoi da parte degli investitori vuoi, anche, da parte delle autorità indipendenti che vigilano sui mercati finanziari. Ciò rischia di aggravare gli effetti indesiderati di un regime di autorizzazione e di supervisione modellato sul modello dei rating del credito: tale regime, infatti, potrebbe creare una sensazione di fiducia nei rating di sostenibilità, senza che a ciò corrisponda un’effettiva solidità dei relativi criteri di valutazione. Il lavoro suggerisce che il quadro normativo degli analisti finanziari sarebbe un modello più adatto e che la disciplina dei rating di sostenibilità avrebbe dovuto concentrarsi più incisivamente sulle regole di trasparenza.
2025
9781009483940
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1288756
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