Perché ci sentiamo sempre più soli in un mondo iperconnesso? Perché, nonostante il progresso, la felicità sembra un orizzonte che si allontana? La risposta non è fuori, ma dentro di noi, nell’architettura stessa del nostro cervello. Questo “saggio rivoluzionario” unisce la rigorosa analisi delle neuroscienze alla profondità dell’antropologia della mente, per svelare il grande paradosso dell’uomo contemporaneo: un essere biologico evolutosi per l’empatia e la relazione, oggi intrappolato nella gabbia fredda dell’efficienza digitale e del consumo emotivo. Attraverso un viaggio affascinante che tocca la plasticità neurale, l’enigma del dolore e la potenza dell’amore come forza cosmica, l’autore demolisce le nostre illusioni di controllo. Scoprirete che l’incoerenza è vitale, che la fragilità può trasformarsi in forza e che la vera intelligenza non è calcolo, ma cura. Contro la dittatura dell’algoritmo e la banalità del vivere quotidiano, questo libro è una “chiamata alle armi” per la nostra coscienza: un invito a spegnere il pilota automatico delle abitudini per riconquistare l’arte perduta della “condotta”. L’unico modo per smettere di subire il tempo e iniziare finalmente a esistere.
Antropologia della mente
Bertirotti, Alessandro
2026-01-01
Abstract
Perché ci sentiamo sempre più soli in un mondo iperconnesso? Perché, nonostante il progresso, la felicità sembra un orizzonte che si allontana? La risposta non è fuori, ma dentro di noi, nell’architettura stessa del nostro cervello. Questo “saggio rivoluzionario” unisce la rigorosa analisi delle neuroscienze alla profondità dell’antropologia della mente, per svelare il grande paradosso dell’uomo contemporaneo: un essere biologico evolutosi per l’empatia e la relazione, oggi intrappolato nella gabbia fredda dell’efficienza digitale e del consumo emotivo. Attraverso un viaggio affascinante che tocca la plasticità neurale, l’enigma del dolore e la potenza dell’amore come forza cosmica, l’autore demolisce le nostre illusioni di controllo. Scoprirete che l’incoerenza è vitale, che la fragilità può trasformarsi in forza e che la vera intelligenza non è calcolo, ma cura. Contro la dittatura dell’algoritmo e la banalità del vivere quotidiano, questo libro è una “chiamata alle armi” per la nostra coscienza: un invito a spegnere il pilota automatico delle abitudini per riconquistare l’arte perduta della “condotta”. L’unico modo per smettere di subire il tempo e iniziare finalmente a esistere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



