Interrotto a causa della prematura scomparsa dell’artista, il progetto Skull – Brain Museum rappresenta una sintesi ideale delle tematiche esplorate da Claudio Costa (Tirana 1942 – Genova 1995) nella sua lunga e articolata ricerca artistica. Concepito come un’iniziativa culturale volta a superare le divisioni territoriali e ideologiche, il progetto prevedeva la creazione di un "museo infinito” e “itinerante" che, attraverso una rete interconnessa di siti fisici e la partecipazione di molteplici attori, avrebbe preservato la memoria, i linguaggi e le tradizioni delle nazioni africane nord-equatoriali individuate all'interno del profilo di un cranio umano, sovrapposto graficamente al perimetro di un’ampia porzione geografica del continente. Adottando tale progetto come punto di partenza, l’intervento si propone di offrire una visione complessiva e approfondita delle influenze culturali primitive ed extraeuropee (Africa e Oceania) che hanno contribuito a definire una pratica stilistica orientata all’indagine antropologica e paleontologica, all’alchimia, al culto del manufatto e della sua conservazione e di come queste contaminazioni siano state restituite in forma di oggetto-opera (I Maori, Due esercizi di antropologia, Lavori africani). Con un approccio che trae la sua solidità teorica da fonti diversificate, tra cui letteratura critica (G. Cortenova, D. Eccher, S. Fontana, A. Schwarz), materiali d’archivio sia fotografici che documentaristici esclusivi e interviste alle figure direttamente coinvolte (collezionisti, galleristi e collaboratori) il contributo mira ad apportare un’accurata lettura in parte inedita sull’attività di un autore ancora oggi originale e lontano da qualsiasi classificazione o etichettatura, riportando inoltre l’attenzione sui caratteri e sui livelli di lettura della sua vicenda artistica.
Claudio Costa e il progetto Skull-Brain Museum (1995): antropologia, memoria, museo.
Andrea Daffra
2026-01-01
Abstract
Interrotto a causa della prematura scomparsa dell’artista, il progetto Skull – Brain Museum rappresenta una sintesi ideale delle tematiche esplorate da Claudio Costa (Tirana 1942 – Genova 1995) nella sua lunga e articolata ricerca artistica. Concepito come un’iniziativa culturale volta a superare le divisioni territoriali e ideologiche, il progetto prevedeva la creazione di un "museo infinito” e “itinerante" che, attraverso una rete interconnessa di siti fisici e la partecipazione di molteplici attori, avrebbe preservato la memoria, i linguaggi e le tradizioni delle nazioni africane nord-equatoriali individuate all'interno del profilo di un cranio umano, sovrapposto graficamente al perimetro di un’ampia porzione geografica del continente. Adottando tale progetto come punto di partenza, l’intervento si propone di offrire una visione complessiva e approfondita delle influenze culturali primitive ed extraeuropee (Africa e Oceania) che hanno contribuito a definire una pratica stilistica orientata all’indagine antropologica e paleontologica, all’alchimia, al culto del manufatto e della sua conservazione e di come queste contaminazioni siano state restituite in forma di oggetto-opera (I Maori, Due esercizi di antropologia, Lavori africani). Con un approccio che trae la sua solidità teorica da fonti diversificate, tra cui letteratura critica (G. Cortenova, D. Eccher, S. Fontana, A. Schwarz), materiali d’archivio sia fotografici che documentaristici esclusivi e interviste alle figure direttamente coinvolte (collezionisti, galleristi e collaboratori) il contributo mira ad apportare un’accurata lettura in parte inedita sull’attività di un autore ancora oggi originale e lontano da qualsiasi classificazione o etichettatura, riportando inoltre l’attenzione sui caratteri e sui livelli di lettura della sua vicenda artistica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



