This essay examines the problem of describing and conceptually representing documentary fragments, understood as complex objects characterized by multiple physical, textual, and historical dimensions. Drawing on the experience of the REDDIS project, the author develops a methodological reflection based on the identification of entities, attributes, and relationships necessary for building a descriptive model capable of accounting for the complexity of documentary fragments and their transformations over time. The analysis considers an initial entity–relationship schema designed for fragment cataloguing and critically evaluates its limits and potential through comparison with three international conceptual models: RiC-CM for archival description, CIDOC CRM for the museum domain, and FRBR/FRBRoo for bibliographic data. The comparison shows that no single model is fully exhaustive, yet it highlights the possibility of selective integration in order to support an interdisciplinary representation of documentary discard, reuse, and transmission processes. Documentary fragments thus emerge as dynamic interpretative objects, comparable to an informational kaleidoscope in which different disciplinary perspectives contribute to reconstructing their historical meaning.

Il contributo analizza il problema della descrizione e rappresentazione concettuale dei frammenti documentari, intesi come oggetti complessi caratterizzati da una pluralità di dimensioni fisiche, testuali e storiche. A partire dall’esperienza del progetto REDDIS, l’autore propone una riflessione metodologica fondata sull’individuazione di entità, attributi e relazioni necessarie alla costruzione di un modello descrittivo capace di restituire la complessità del frammento documentario e delle sue trasformazioni nel tempo. L’analisi prende in esame un primo schema entità-relazioni elaborato per la schedatura dei frammenti e ne verifica criticamente limiti e potenzialità attraverso il confronto con tre modelli concettuali internazionali: RiC-CM per l’ambito archivistico, CIDOC CRM per quello museale e FRBR/FRBRoo per il dominio bibliografico. Il confronto evidenzia come nessun modello risulti pienamente esaustivo, ma suggerisce la possibilità di una loro integrazione selettiva, capace di sostenere una rappresentazione interdisciplinare dei fenomeni di scarto, riuso e trasmissione documentaria. Il frammento emerge così come un oggetto interpretativo dinamico, assimilabile a un caleidoscopio informativo nel quale prospettive disciplinari differenti concorrono alla ricostruzione del suo significato storico.

Entità, attributi e relazioni nel reimpiego di frammenti:un caleidoscopio documentario

Stefano Gardini
2026-01-01

Abstract

This essay examines the problem of describing and conceptually representing documentary fragments, understood as complex objects characterized by multiple physical, textual, and historical dimensions. Drawing on the experience of the REDDIS project, the author develops a methodological reflection based on the identification of entities, attributes, and relationships necessary for building a descriptive model capable of accounting for the complexity of documentary fragments and their transformations over time. The analysis considers an initial entity–relationship schema designed for fragment cataloguing and critically evaluates its limits and potential through comparison with three international conceptual models: RiC-CM for archival description, CIDOC CRM for the museum domain, and FRBR/FRBRoo for bibliographic data. The comparison shows that no single model is fully exhaustive, yet it highlights the possibility of selective integration in order to support an interdisciplinary representation of documentary discard, reuse, and transmission processes. Documentary fragments thus emerge as dynamic interpretative objects, comparable to an informational kaleidoscope in which different disciplinary perspectives contribute to reconstructing their historical meaning.
2026
Il contributo analizza il problema della descrizione e rappresentazione concettuale dei frammenti documentari, intesi come oggetti complessi caratterizzati da una pluralità di dimensioni fisiche, testuali e storiche. A partire dall’esperienza del progetto REDDIS, l’autore propone una riflessione metodologica fondata sull’individuazione di entità, attributi e relazioni necessarie alla costruzione di un modello descrittivo capace di restituire la complessità del frammento documentario e delle sue trasformazioni nel tempo. L’analisi prende in esame un primo schema entità-relazioni elaborato per la schedatura dei frammenti e ne verifica criticamente limiti e potenzialità attraverso il confronto con tre modelli concettuali internazionali: RiC-CM per l’ambito archivistico, CIDOC CRM per quello museale e FRBR/FRBRoo per il dominio bibliografico. Il confronto evidenzia come nessun modello risulti pienamente esaustivo, ma suggerisce la possibilità di una loro integrazione selettiva, capace di sostenere una rappresentazione interdisciplinare dei fenomeni di scarto, riuso e trasmissione documentaria. Il frammento emerge così come un oggetto interpretativo dinamico, assimilabile a un caleidoscopio informativo nel quale prospettive disciplinari differenti concorrono alla ricostruzione del suo significato storico.
979-12-82347-18-1
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1292556
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact