Il contributo esplora la funzione della rappresentazione architettonica intesa non solo come semplice trascrizione formale, ma come atto ermeneutico per ricomporre un quadro d'insieme spesso reso invisibile da secoli di militarizzazione. I:analisi è incentrata sulla parte del litorale meridionale albanese ed in particolare sul distretto di Porto Palermo: un ambito territoriale dove l'elemento paesaggistico naturale convive con la rigorosa geometria della fortezza ottocentesca e con le più recenti cicatrici della guerra fredda. La ricerca adotta un approccio metodologico interdisciplinare che coniuga il rilievo critico alle potenzialità della comunicazione inclusiva, affrontando la sfida di un sito in cui vaste porzioni rimangono soggette a restrizioni. Attraverso l'ideazione di sistemi comunicativi multisensoriali e dispositivi tiflodidattici, si delinea una visione di riqualificazione che privilegia l'accessibilità cognitiva e fisica. In questo contesto, l'apparato grafico e informativo è mediatore tra il fruitore e un ambiente ostile, trasformando la percezione del confine e dell'inaccessibilità in un'esperienza di narrazione territoriale consapevole. I:esito finale è la proposta di un sistema di valorizzazione reversibile che, integrandosi nel vincolo di Parco Naturale, costruisce la baia di Porto Palermo da enclave militare a bene comune, promuovendo una sintesi inclusiva tra salvaguardia del patrimonio archeologico-industriale e fruizione del paesaggio costiero.

Dal confine all'accesso. Strategie per la comunicazione del paesaggio di Porto Palermo in Albania

Alessia Segalerba;
2026-01-01

Abstract

Il contributo esplora la funzione della rappresentazione architettonica intesa non solo come semplice trascrizione formale, ma come atto ermeneutico per ricomporre un quadro d'insieme spesso reso invisibile da secoli di militarizzazione. I:analisi è incentrata sulla parte del litorale meridionale albanese ed in particolare sul distretto di Porto Palermo: un ambito territoriale dove l'elemento paesaggistico naturale convive con la rigorosa geometria della fortezza ottocentesca e con le più recenti cicatrici della guerra fredda. La ricerca adotta un approccio metodologico interdisciplinare che coniuga il rilievo critico alle potenzialità della comunicazione inclusiva, affrontando la sfida di un sito in cui vaste porzioni rimangono soggette a restrizioni. Attraverso l'ideazione di sistemi comunicativi multisensoriali e dispositivi tiflodidattici, si delinea una visione di riqualificazione che privilegia l'accessibilità cognitiva e fisica. In questo contesto, l'apparato grafico e informativo è mediatore tra il fruitore e un ambiente ostile, trasformando la percezione del confine e dell'inaccessibilità in un'esperienza di narrazione territoriale consapevole. I:esito finale è la proposta di un sistema di valorizzazione reversibile che, integrandosi nel vincolo di Parco Naturale, costruisce la baia di Porto Palermo da enclave militare a bene comune, promuovendo una sintesi inclusiva tra salvaguardia del patrimonio archeologico-industriale e fruizione del paesaggio costiero.
2026
9788899586737
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1304157
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