L’articolo ricostruisce il pensiero e l’impegno europeista di Piero Calamandrei, figura centrale della cultura giuridica e politica italiana del Novecento, mettendo in luce un aspetto del suo profilo spesso trascurato: il contributo alla causa dell’unità europea. Antifascista, costituente e teorico della democrazia, Calamandrei sviluppò il proprio orientamento federalista soprattutto durante e dopo la Seconda guerra mondiale, intrecciando la riflessione sull’Europa con i principi del socialismo liberale, della legalità e della pace. Il suo europeismo maturò all’interno del Partito d’Azione e nel dialogo con il Manifesto di Ventotene, portandolo a concepire il federalismo come risposta ai nazionalismi e garanzia di libertà e democrazia. Per Calamandrei, la costruzione europea doveva fondarsi sulla rinuncia parziale alla sovranità degli Stati, trasferita a un’autorità sovranazionale democratica, capace di assicurare pace, giustizia sociale e cooperazione tra i popoli. Il federalismo era inteso non come utopia, ma come evoluzione storica e giuridica concreta, strettamente legata al principio di interdipendenza tra le nazioni. Accanto all’elaborazione teorica, il giurista fiorentino svolse un’intensa attività politica e culturale, partecipando ai movimenti federalisti, contribuendo al dibattito sulla Costituzione italiana e promuovendo esplicitamente l’idea europea, in particolare attraverso l’articolo 11, che sancisce l’apertura dell’Italia a limitazioni di sovranità in favore della pace. Calamandrei fu inoltre protagonista delle iniziative per una Costituzione europea, elaborando progetti giuridici per la convocazione di un’Assemblea costituente europea e sostenendo una strategia costituzionalista per l’unificazione del continente. Il suo federalismo presentava caratteristiche originali: integrava dimensione nazionale e internazionale, valorizzava le autonomie territoriali e si collocava in una prospettiva di “terza forza”, cioè di un’Europa federale indipendente, capace di mediare tra i blocchi della Guerra fredda. Tuttavia, negli anni successivi emersero divergenze con altre correnti federaliste, soprattutto in relazione alla Comunità europea di difesa, che Calamandrei criticò per il suo carattere militarista. In conclusione, l’articolo evidenzia come il contributo di Calamandrei all’europeismo sia stato significativo sia sul piano teorico sia su quello politico. La sua visione di un’Europa federale, democratica e sociale, fondata sul diritto e sulla libertà, mantiene ancora oggi una forte attualità nel confronto con le sfide dell’integrazione europea.
Piero Calamandrei e l’unità europea
Lara Piccardo
2025-01-01
Abstract
L’articolo ricostruisce il pensiero e l’impegno europeista di Piero Calamandrei, figura centrale della cultura giuridica e politica italiana del Novecento, mettendo in luce un aspetto del suo profilo spesso trascurato: il contributo alla causa dell’unità europea. Antifascista, costituente e teorico della democrazia, Calamandrei sviluppò il proprio orientamento federalista soprattutto durante e dopo la Seconda guerra mondiale, intrecciando la riflessione sull’Europa con i principi del socialismo liberale, della legalità e della pace. Il suo europeismo maturò all’interno del Partito d’Azione e nel dialogo con il Manifesto di Ventotene, portandolo a concepire il federalismo come risposta ai nazionalismi e garanzia di libertà e democrazia. Per Calamandrei, la costruzione europea doveva fondarsi sulla rinuncia parziale alla sovranità degli Stati, trasferita a un’autorità sovranazionale democratica, capace di assicurare pace, giustizia sociale e cooperazione tra i popoli. Il federalismo era inteso non come utopia, ma come evoluzione storica e giuridica concreta, strettamente legata al principio di interdipendenza tra le nazioni. Accanto all’elaborazione teorica, il giurista fiorentino svolse un’intensa attività politica e culturale, partecipando ai movimenti federalisti, contribuendo al dibattito sulla Costituzione italiana e promuovendo esplicitamente l’idea europea, in particolare attraverso l’articolo 11, che sancisce l’apertura dell’Italia a limitazioni di sovranità in favore della pace. Calamandrei fu inoltre protagonista delle iniziative per una Costituzione europea, elaborando progetti giuridici per la convocazione di un’Assemblea costituente europea e sostenendo una strategia costituzionalista per l’unificazione del continente. Il suo federalismo presentava caratteristiche originali: integrava dimensione nazionale e internazionale, valorizzava le autonomie territoriali e si collocava in una prospettiva di “terza forza”, cioè di un’Europa federale indipendente, capace di mediare tra i blocchi della Guerra fredda. Tuttavia, negli anni successivi emersero divergenze con altre correnti federaliste, soprattutto in relazione alla Comunità europea di difesa, che Calamandrei criticò per il suo carattere militarista. In conclusione, l’articolo evidenzia come il contributo di Calamandrei all’europeismo sia stato significativo sia sul piano teorico sia su quello politico. La sua visione di un’Europa federale, democratica e sociale, fondata sul diritto e sulla libertà, mantiene ancora oggi una forte attualità nel confronto con le sfide dell’integrazione europea.| File | Dimensione | Formato | |
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