Il cinema italiano contemporaneo sta dando forma a nuove rappresentazioni del femminile, svincolandosi progressivamente da modelli normativi e materni per esplorare nuove forme di soggettività. Questo saggio analizza i film Amanda (Carolina Cavalli, 2022) e Vetro (Domenico Croce, 2022) come esempi paradigmatici di un percorso che, sulla scia del trauma pandemico, mette in scena giovani donne sospese tra infanzia e maturità, lontane dai ruoli sociali stabiliti. I due film sono analizzati alla luce del concetto di “transizione sospesa”, poiché le protagoniste si muovono in una dimensione di liminalità, in bilico tra reclusione domestica e desiderio di relazione. In queste opere si rintraccia un nuovo immaginario del femminile, segnato da ambivalenze, rotture e potenzialità, che si inserisce in un più ampio ciclo cinematografico italiano che tematizza la crisi della maternità, della famiglia e dell’identità giovanile nel post-pandemia.
La finestra di fronte.Il genere e i suoi confini
Stagi Luisa
2026-01-01
Abstract
Il cinema italiano contemporaneo sta dando forma a nuove rappresentazioni del femminile, svincolandosi progressivamente da modelli normativi e materni per esplorare nuove forme di soggettività. Questo saggio analizza i film Amanda (Carolina Cavalli, 2022) e Vetro (Domenico Croce, 2022) come esempi paradigmatici di un percorso che, sulla scia del trauma pandemico, mette in scena giovani donne sospese tra infanzia e maturità, lontane dai ruoli sociali stabiliti. I due film sono analizzati alla luce del concetto di “transizione sospesa”, poiché le protagoniste si muovono in una dimensione di liminalità, in bilico tra reclusione domestica e desiderio di relazione. In queste opere si rintraccia un nuovo immaginario del femminile, segnato da ambivalenze, rotture e potenzialità, che si inserisce in un più ampio ciclo cinematografico italiano che tematizza la crisi della maternità, della famiglia e dell’identità giovanile nel post-pandemia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



