Nella seconda metà dell’Ottocento, in Italia si assiste a un proliferare di leggi e regolamenti in materia di sanità che culmina in due testi fondamentali: l’allegato C della legge n.2248 del 1865 e la Riforma sanitaria di Crispi del 1888. Queste normative si occupano di vari aspetti della salute pubblica, dalla sanità marittima alla salute dell'esercito, fino a discipline specifiche come i vaccini e la salubrità delle abitazioni. Tuttavia, la mancanza di un Codice unico rende necessario l’intervento di giuristi che, autonomamente, tentano di ordinare le leggi in pseudo Codici sanitari. Tra questi troviamo Sebastiano Gianzana, Giuseppe Saredo, Pietro Cogliolo e Giovanni Pacinotti, avvocati e accademici, figure su cui si concentra questo saggio.
I “codici” senza un codice. L’apporto della dottrina alla sistemazione della normativa in ambito sanitario a fine Ottocento
R. Braccia;M. Fortunati
2026-01-01
Abstract
Nella seconda metà dell’Ottocento, in Italia si assiste a un proliferare di leggi e regolamenti in materia di sanità che culmina in due testi fondamentali: l’allegato C della legge n.2248 del 1865 e la Riforma sanitaria di Crispi del 1888. Queste normative si occupano di vari aspetti della salute pubblica, dalla sanità marittima alla salute dell'esercito, fino a discipline specifiche come i vaccini e la salubrità delle abitazioni. Tuttavia, la mancanza di un Codice unico rende necessario l’intervento di giuristi che, autonomamente, tentano di ordinare le leggi in pseudo Codici sanitari. Tra questi troviamo Sebastiano Gianzana, Giuseppe Saredo, Pietro Cogliolo e Giovanni Pacinotti, avvocati e accademici, figure su cui si concentra questo saggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



