The chapter analyses the rules governing private antitrust enforcement actions brought by individuals under European Union law, focusing on Directive (EU) 2014/104 (the so-called Damages Directive) and its subsequent implementation. Firstly, the landmark rulings of the Court of Justice at the origins of EU private enforcement are identified, as well as the soft law acts subsequently adopted by the Commission and the European Parliament. Then, the genesis of the Damages Directive and the solutions adopted in relation to its main objectives are briefly examined. Finally, some remarks are made in light of the evolution of EU case law ten years after the Directive’s enactment, with a particular focus on issues concerning temporal scope, legal standing, disclosure of evidence, and limitation periods. In conclusion, the ‘minimalist’ approach adopted by the Directive leaves room for harmonization gaps that are only partially filled by case law. In this perspective, the role of consumers in antitrust enforcement should be further enhanced as well as coordination with the private enforcement instruments provided for by EU legislation on digital markets.

Il contributo ricostruisce la disciplina delle azioni di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale promosse da soggetti privati nel quadro del diritto dell’Unione europea, con particolare attenzione alla direttiva (UE) 2014/104 (c.d. Direttiva Damages) e alla sua successiva applicazione. In primo luogo, sono individuate le fondamentali pronunce della Corte di giustizia da cui il sistema trae origine, nonché gli atti di soft law successivamente adottati dalla Commissione e dal Parlamento europeo. In seguito, è ricostruita sinteticamente la genesi della Direttiva Damages e sono esaminate le soluzioni normative adottate in relazione ai suoi principali obiettivi. Infine, è tracciato un bilancio dell’evoluzione della giurisprudenza dell’Unione a dieci anni dall’entrata in vigore della Direttiva, approfondendo in particolare le questioni relative all’ambito di applicazione temporale, alla legittimazione (attiva e passiva), alla divulgazione delle prove e alla prescrizione. In conclusione, si evidenzia come l’approccio “minimalista” adottato dalla Direttiva determini il permanere di significative carenze di armonizzazione, solo in parte colmate dalla giurisprudenza. In quest'ottica, si sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo del consumatore in sede di antitrust enforcement e il coordinamento con gli strumenti di private enforcement previsti dalla legislazione dell’Unione sui mercati digitali.

La Direttiva Damages: dalle origini del sistema europeo di private antitrust enforcement alla Dir. 104/2014

Francesco Munari;Mario Barbano
2026-01-01

Abstract

The chapter analyses the rules governing private antitrust enforcement actions brought by individuals under European Union law, focusing on Directive (EU) 2014/104 (the so-called Damages Directive) and its subsequent implementation. Firstly, the landmark rulings of the Court of Justice at the origins of EU private enforcement are identified, as well as the soft law acts subsequently adopted by the Commission and the European Parliament. Then, the genesis of the Damages Directive and the solutions adopted in relation to its main objectives are briefly examined. Finally, some remarks are made in light of the evolution of EU case law ten years after the Directive’s enactment, with a particular focus on issues concerning temporal scope, legal standing, disclosure of evidence, and limitation periods. In conclusion, the ‘minimalist’ approach adopted by the Directive leaves room for harmonization gaps that are only partially filled by case law. In this perspective, the role of consumers in antitrust enforcement should be further enhanced as well as coordination with the private enforcement instruments provided for by EU legislation on digital markets.
2026
Il contributo ricostruisce la disciplina delle azioni di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale promosse da soggetti privati nel quadro del diritto dell’Unione europea, con particolare attenzione alla direttiva (UE) 2014/104 (c.d. Direttiva Damages) e alla sua successiva applicazione. In primo luogo, sono individuate le fondamentali pronunce della Corte di giustizia da cui il sistema trae origine, nonché gli atti di soft law successivamente adottati dalla Commissione e dal Parlamento europeo. In seguito, è ricostruita sinteticamente la genesi della Direttiva Damages e sono esaminate le soluzioni normative adottate in relazione ai suoi principali obiettivi. Infine, è tracciato un bilancio dell’evoluzione della giurisprudenza dell’Unione a dieci anni dall’entrata in vigore della Direttiva, approfondendo in particolare le questioni relative all’ambito di applicazione temporale, alla legittimazione (attiva e passiva), alla divulgazione delle prove e alla prescrizione. In conclusione, si evidenzia come l’approccio “minimalista” adottato dalla Direttiva determini il permanere di significative carenze di armonizzazione, solo in parte colmate dalla giurisprudenza. In quest'ottica, si sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo del consumatore in sede di antitrust enforcement e il coordinamento con gli strumenti di private enforcement previsti dalla legislazione dell’Unione sui mercati digitali.
978-88-3381-789-7
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