I bronzi archeologici presentano un comportamento alla corrosione altamente eterogeneo, determinato dalla microstruttura della lega e dalla natura chimica e stratificata dei prodotti di alterazione superficiali. Comprendere il contributo di ciascun fattore è essenziale per interpretare i meccanismi di degrado e definire strategie di conservazione efficaci. Questo studio analizza la statua in bronzo raffigurante Apollo, SCB_2022_Z153, proveniente dal contesto archeologico del santuario di San Casciano dei Bagni (Siena, Italia) mediante un approccio integrato metallurgico–elettrochimico. Le analisi microstrutturali e composizionali (fluorescenza a raggi X portatile, metallografia ottica e microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia) indicano una lega ternaria di rame, stagno e piombo con fase α dendritica, globuli ricchi in piombo e prodotti di corrosione multilivello costituiti principalmente da ossidi, carbonati, solfuri e cloruri. Le misure di polarizzazione lineare in situ (LPR), condotte nell’intorno del potenziale di corrosione ed eseguite in tre diverse fasi del processo conservativo (prima e dopo il restauro, nonché al termine dell’esposizione temporanea), hanno permesso di individuare le aree più suscettibili a corrosione e di valutare la stabilità superficiale dopo l’applicazione di un inibitore a basso impatto ambientale e di un protettivo. I risultati evidenziano una marcata variabilità spaziale: la resistenza di polarizzazione varia di diversi ordini di grandezza, con solo lievi diminuzioni dopo l’esposizione, mantenendo comunque un comportamento complessivamente protettivo. I dati mostrano che tale variabilità è fortemente correlata alle condizioni superficiali locali, incluse organizzazione, composizione e compattezza degli strati di corrosione, più che alla composizione della lega. Ciò indica che la corrosione nei bronzi archeologici è principalmente dettata dall’eterogeneità superficiale, evidenziando la necessità di analisi localizzate e mirate strategie conservative.
Caratterizzazione elettrochimica e strategie di controllo della corrosione nei bronzi archeologici Cu–Sn–Pb di San Casciano dei Bagni
Flavia Boragina;Paolo Piccardo;Roberto Spotorno
2026-01-01
Abstract
I bronzi archeologici presentano un comportamento alla corrosione altamente eterogeneo, determinato dalla microstruttura della lega e dalla natura chimica e stratificata dei prodotti di alterazione superficiali. Comprendere il contributo di ciascun fattore è essenziale per interpretare i meccanismi di degrado e definire strategie di conservazione efficaci. Questo studio analizza la statua in bronzo raffigurante Apollo, SCB_2022_Z153, proveniente dal contesto archeologico del santuario di San Casciano dei Bagni (Siena, Italia) mediante un approccio integrato metallurgico–elettrochimico. Le analisi microstrutturali e composizionali (fluorescenza a raggi X portatile, metallografia ottica e microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia) indicano una lega ternaria di rame, stagno e piombo con fase α dendritica, globuli ricchi in piombo e prodotti di corrosione multilivello costituiti principalmente da ossidi, carbonati, solfuri e cloruri. Le misure di polarizzazione lineare in situ (LPR), condotte nell’intorno del potenziale di corrosione ed eseguite in tre diverse fasi del processo conservativo (prima e dopo il restauro, nonché al termine dell’esposizione temporanea), hanno permesso di individuare le aree più suscettibili a corrosione e di valutare la stabilità superficiale dopo l’applicazione di un inibitore a basso impatto ambientale e di un protettivo. I risultati evidenziano una marcata variabilità spaziale: la resistenza di polarizzazione varia di diversi ordini di grandezza, con solo lievi diminuzioni dopo l’esposizione, mantenendo comunque un comportamento complessivamente protettivo. I dati mostrano che tale variabilità è fortemente correlata alle condizioni superficiali locali, incluse organizzazione, composizione e compattezza degli strati di corrosione, più che alla composizione della lega. Ciò indica che la corrosione nei bronzi archeologici è principalmente dettata dall’eterogeneità superficiale, evidenziando la necessità di analisi localizzate e mirate strategie conservative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



