Il contributo si propone di analizzare tre letture allegoriche delle «donne benedette»,caratterizzate dall’inquadramento di Maria, Lucia e Beatrice all’interno di un sistema ternario: quella delle tre forme della Grazia (preveniente, illuminante e cooperante) per la prima volta elaborata da Guido da Pisa nel XIV secolo; quella trinitaria, che ebbe genesi negli studi di Giovanni Pascoli e fu poi sviluppata da Luigi Pietrobono, Helen Flanders Dunbar, Gian Roberto Sarolli e Paul Priest; infine, un’ipotesi nuova, che vorrebbe applicare alle tre donne dantesche la dottrina delle tre luci (lume naturale, lume di grazia, lume di gloria) di Tommaso d’Aquino. La bontà delle tre teorie è saggiata attraverso il confronto con l’opera di Dante (in particolare Commedia e Vita nova) e testi teologici fondamentali della cultura medievale.
PER L’INTERPRETAZIONE DELLE «DONNE BENEDETTE» (INFERNO II)
Clara Santarelli
2020-01-01
Abstract
Il contributo si propone di analizzare tre letture allegoriche delle «donne benedette»,caratterizzate dall’inquadramento di Maria, Lucia e Beatrice all’interno di un sistema ternario: quella delle tre forme della Grazia (preveniente, illuminante e cooperante) per la prima volta elaborata da Guido da Pisa nel XIV secolo; quella trinitaria, che ebbe genesi negli studi di Giovanni Pascoli e fu poi sviluppata da Luigi Pietrobono, Helen Flanders Dunbar, Gian Roberto Sarolli e Paul Priest; infine, un’ipotesi nuova, che vorrebbe applicare alle tre donne dantesche la dottrina delle tre luci (lume naturale, lume di grazia, lume di gloria) di Tommaso d’Aquino. La bontà delle tre teorie è saggiata attraverso il confronto con l’opera di Dante (in particolare Commedia e Vita nova) e testi teologici fondamentali della cultura medievale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



