La Cassazione si è pronunciata, nuovamente, sul tema della prova scientifica in relazione all’accertamento del nesso causale delle patologie asbesto-correlate. Dinnanzi alle incertezze tuttora esistenti nella comunità scientifica in ordine alla validità della teoria dell’effetto acceleratore e ai dubbi sull’individuazione del c.d. failure time - a partire dal quale diventa irrilevante qualsiasi ulteriore esposizione - la Cassazione ha confermato le assoluzioni della Corte di Appello di Torino. Il giudice di legittimità, il cui ruolo consiste nel verificare la correttezza metodologica e motivazionale della sentenza impugnata, ha infatti ritenuto non censurabile la decisione del giudice di merito, motivata dall’impossibilità di riferire a ciascun garante un ruolo rilevante nell’eziologia delle singole patologie, sulla scorta delle evidenze scientifiche a disposizione. L’articolo ripercorre la decisione della Corte evidenziando le questioni che, da anni, sono oggetto di intenso dibattito giurisprudenziale e dottrinale e rappresentano, ancora oggi, alcune tra le maggiori criticità in materia.
Malattie professionali da amianto: il limite all’accertamento della causalità nel difficile rapporto tra scienza e diritto
Sara Prandi
2020-01-01
Abstract
La Cassazione si è pronunciata, nuovamente, sul tema della prova scientifica in relazione all’accertamento del nesso causale delle patologie asbesto-correlate. Dinnanzi alle incertezze tuttora esistenti nella comunità scientifica in ordine alla validità della teoria dell’effetto acceleratore e ai dubbi sull’individuazione del c.d. failure time - a partire dal quale diventa irrilevante qualsiasi ulteriore esposizione - la Cassazione ha confermato le assoluzioni della Corte di Appello di Torino. Il giudice di legittimità, il cui ruolo consiste nel verificare la correttezza metodologica e motivazionale della sentenza impugnata, ha infatti ritenuto non censurabile la decisione del giudice di merito, motivata dall’impossibilità di riferire a ciascun garante un ruolo rilevante nell’eziologia delle singole patologie, sulla scorta delle evidenze scientifiche a disposizione. L’articolo ripercorre la decisione della Corte evidenziando le questioni che, da anni, sono oggetto di intenso dibattito giurisprudenziale e dottrinale e rappresentano, ancora oggi, alcune tra le maggiori criticità in materia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



