Gli autori di libri per l’infanzia hanno trovato molteplici strategie per raccontare la realtà che ci circonda, talvolta mostrandone gli aspetti più nascosti, altre volte soffermandosi sulle specificità dei diversi ambiti disciplinari. Negli albi illustrati i migliori divulgatori scientifici riescono a creare un connubio inscindibile tra arte, narrazione e gioco. Pagina dopo pagina il piacere della ricerca si mescola allo stupore della scoperta, al senso di meraviglia, al desiderio di saperne di più. Le app per smartphone e tablet, attraverso un approccio ludico-interattivo, mettono in scena la magia della trasformazione dei materiali, permettendo ai giovani utenti di sperimentare, direttamente sullo schermo, gli effetti delle loro azioni. La realtà aumentata, poi, consente alle immagini di fuoriuscire dalla pagina e di muoversi nello spazio. Se ogni strumento di divulgazione, dunque, ha le sue specificità, occorre cercare all’interno di ciascuno quelle situazioni narrative che riescono a suscitare curiosità, piuttosto che a sigillare conoscenze.

Le immagini “educate”. La propaganda fascista nelle copertine di quaderni e riviste del Ventennio

Anna Antoniazzi
2024-01-01

Abstract

Gli autori di libri per l’infanzia hanno trovato molteplici strategie per raccontare la realtà che ci circonda, talvolta mostrandone gli aspetti più nascosti, altre volte soffermandosi sulle specificità dei diversi ambiti disciplinari. Negli albi illustrati i migliori divulgatori scientifici riescono a creare un connubio inscindibile tra arte, narrazione e gioco. Pagina dopo pagina il piacere della ricerca si mescola allo stupore della scoperta, al senso di meraviglia, al desiderio di saperne di più. Le app per smartphone e tablet, attraverso un approccio ludico-interattivo, mettono in scena la magia della trasformazione dei materiali, permettendo ai giovani utenti di sperimentare, direttamente sullo schermo, gli effetti delle loro azioni. La realtà aumentata, poi, consente alle immagini di fuoriuscire dalla pagina e di muoversi nello spazio. Se ogni strumento di divulgazione, dunque, ha le sue specificità, occorre cercare all’interno di ciascuno quelle situazioni narrative che riescono a suscitare curiosità, piuttosto che a sigillare conoscenze.
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