Il contributo analizza il rapporto tra alimentazione, corpo e potere nella società contemporanea, mettendo in luce come le pratiche del mangiare e del controllo del peso si collochino al crocevia tra estetica, morale e politica. A partire da esempi di politiche pubbliche di contrasto all’obesità – come il caso cinese e le campagne occidentali per i “corretti stili di vita” – l’articolo interpreta tali interventi come espressione di una governamentalità neoliberale che individualizza la responsabilità della salute e promuove forme di auto-sorveglianza dei corpi. In questo quadro si inseriscono la medicalizzazione della vita quotidiana e la diffusione delle tecnologie di self-tracking, che trasformano il corpo in un insieme di dati da monitorare e ottimizzare, contribuendo alla costruzione del corpo magro come dovere morale e segno di buona cittadinanza. Parallelamente, il testo esamina il fenomeno del Food Porn e le sue evoluzioni – dai cooking show al mukbang fino ai trend alimentari sui social media come TikTok – interpretandolo come strategia simbolica di compensazione e come spazio di sospensione controllata del desiderio, funzionale al mantenimento dell’ordine sociale. Il paradosso “consuma e sii magro” emerge così come cifra della società contemporanea, definita bulimica, in cui edonismo e autocontrollo convivono in una tensione costante. In conclusione, l’articolo propone una lettura critica del corpo come spazio politico e mediale, attraversato da dispositivi di disciplina, narrazione e performatività, invitando a interrogarsi sulle radici sistemiche dei disagi alimentari e corporei contemporanei.
Sotto il segno della bilancia: estetica e politica del mangiare nella società contemporanea.
Luisa Stagi
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra alimentazione, corpo e potere nella società contemporanea, mettendo in luce come le pratiche del mangiare e del controllo del peso si collochino al crocevia tra estetica, morale e politica. A partire da esempi di politiche pubbliche di contrasto all’obesità – come il caso cinese e le campagne occidentali per i “corretti stili di vita” – l’articolo interpreta tali interventi come espressione di una governamentalità neoliberale che individualizza la responsabilità della salute e promuove forme di auto-sorveglianza dei corpi. In questo quadro si inseriscono la medicalizzazione della vita quotidiana e la diffusione delle tecnologie di self-tracking, che trasformano il corpo in un insieme di dati da monitorare e ottimizzare, contribuendo alla costruzione del corpo magro come dovere morale e segno di buona cittadinanza. Parallelamente, il testo esamina il fenomeno del Food Porn e le sue evoluzioni – dai cooking show al mukbang fino ai trend alimentari sui social media come TikTok – interpretandolo come strategia simbolica di compensazione e come spazio di sospensione controllata del desiderio, funzionale al mantenimento dell’ordine sociale. Il paradosso “consuma e sii magro” emerge così come cifra della società contemporanea, definita bulimica, in cui edonismo e autocontrollo convivono in una tensione costante. In conclusione, l’articolo propone una lettura critica del corpo come spazio politico e mediale, attraversato da dispositivi di disciplina, narrazione e performatività, invitando a interrogarsi sulle radici sistemiche dei disagi alimentari e corporei contemporanei.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



