Anticipando le recenti teorie sul Wood Wide Web che dimostrano quanto le piante siano organismi sensibili, in grado di comunicare tra loro e di scambiarsi emozioni, oltre che informazioni, molte fiabe e racconti hanno narrato il rapporto imprescindibile che esiste tra l’infanzia e l’ambiente, tra i bambini e le bambine e gli esseri viventi di ogni ordine e specie. In quelle storie i piccoli umani e le piccole umane appaiono dotati di una sorta di sesto senso che permette loro di orientarsi e di sopravvivere nella natura, anche quando questa si rivela inospitale e selvaggia. I bambini e le bambine osservano con curiosità ed estrema attenzione ciò che li circonda; si soffermano sui dettagli per scoprire ciò che è nascosto, arcano, proibito; seguono tracce ormai invisibili agli occhi degli adulti per ritrovare la strada di casa quando si sono persi, o sono stati abbandonati nel bosco. Solo loro, infatti, tra gli esseri umani, sono ancora in grado di «inforestarsi», per usare il neologismo coniato da Baptiste Morizot, ovvero di entrare in una sorta di rapporto simbiotico con l’ambiente, spogliandosi di tutte le sovrastrutture che il distacco dalla natura ha comportato per molte civiltà umane. E l’infanzia narrata, ma forse anche quella reale, è maestra indiscussa dell’arte di inforestarsi, di immedesimarsi negli animali e, perché no, anche nelle piante che abi¬tano il bosco, di osservare con i propri occhi la realtà circostante, as¬sumendo su di sé “le problematiche (diversamente) vitali” degli altri esseri viventi. Da Dino Buzzati a Beatrice Masini, dai Libri della giungla di Kipling, nelle loro diverse reinterpretazioni mediatiche, alla serie animata Masha e orso, il bosco diventa non solo occasione di scoperta, di crescita e di formazione, ma anche il luogo nel quale l’infanzia ha l’opportunità di sperimentare, di mettersi alla prova, di entrare in contatto ‘panico’ con la realtà circostante. Piante e animali interagiscono con gli esseri umani, creano legami e, qual¬che volta, dialogano con loro. Anche quando, come nelle storie citate, al centro del racconto è un piccolo essere umano, gli autori non smettono mai di sottolineare come tutti coloro che sono presenti nel¬la storia, siano essi mammiferi, rettili, uccelli, e perfino le piante e gli alberi che compongono la foresta, siano fondamentali al racconto e, per metafora, alla vita stessa.
Il Wood Wide Web e l’arte infantile di ‘inforestarsi'
A. Antoniazzi
2025-01-01
Abstract
Anticipando le recenti teorie sul Wood Wide Web che dimostrano quanto le piante siano organismi sensibili, in grado di comunicare tra loro e di scambiarsi emozioni, oltre che informazioni, molte fiabe e racconti hanno narrato il rapporto imprescindibile che esiste tra l’infanzia e l’ambiente, tra i bambini e le bambine e gli esseri viventi di ogni ordine e specie. In quelle storie i piccoli umani e le piccole umane appaiono dotati di una sorta di sesto senso che permette loro di orientarsi e di sopravvivere nella natura, anche quando questa si rivela inospitale e selvaggia. I bambini e le bambine osservano con curiosità ed estrema attenzione ciò che li circonda; si soffermano sui dettagli per scoprire ciò che è nascosto, arcano, proibito; seguono tracce ormai invisibili agli occhi degli adulti per ritrovare la strada di casa quando si sono persi, o sono stati abbandonati nel bosco. Solo loro, infatti, tra gli esseri umani, sono ancora in grado di «inforestarsi», per usare il neologismo coniato da Baptiste Morizot, ovvero di entrare in una sorta di rapporto simbiotico con l’ambiente, spogliandosi di tutte le sovrastrutture che il distacco dalla natura ha comportato per molte civiltà umane. E l’infanzia narrata, ma forse anche quella reale, è maestra indiscussa dell’arte di inforestarsi, di immedesimarsi negli animali e, perché no, anche nelle piante che abi¬tano il bosco, di osservare con i propri occhi la realtà circostante, as¬sumendo su di sé “le problematiche (diversamente) vitali” degli altri esseri viventi. Da Dino Buzzati a Beatrice Masini, dai Libri della giungla di Kipling, nelle loro diverse reinterpretazioni mediatiche, alla serie animata Masha e orso, il bosco diventa non solo occasione di scoperta, di crescita e di formazione, ma anche il luogo nel quale l’infanzia ha l’opportunità di sperimentare, di mettersi alla prova, di entrare in contatto ‘panico’ con la realtà circostante. Piante e animali interagiscono con gli esseri umani, creano legami e, qual¬che volta, dialogano con loro. Anche quando, come nelle storie citate, al centro del racconto è un piccolo essere umano, gli autori non smettono mai di sottolineare come tutti coloro che sono presenti nel¬la storia, siano essi mammiferi, rettili, uccelli, e perfino le piante e gli alberi che compongono la foresta, siano fondamentali al racconto e, per metafora, alla vita stessa.| File | Dimensione | Formato | |
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