Il lavoro muove dall’idea, illustrata nel primo paragrafo, che occorra sviluppare nuove forme di disciplina giuridica della politica per salvaguardare il funzionamento delle istituzioni democratiche come configurato dalla Costituzione. In questo quadro è esaminato specificamente il tema della comunicazione politica, sempre più orientata a tecniche manipolative e suggestive, con conseguenze pregiudizievoli sul dibattito di opinione pubblica, sulla genuinità del consenso democratico, sulla crisi della rappresentanza ed altresì sul funzionamento stesso delle istituzioni e sull’interazione fra organi di governo ed apparati gestionali nell’amministrazione pubblica. Sono esaminate, nel secondo paragrafo con le relative sottosezioni, alcune recenti discipline europee, preordinate a salvaguardare la libertà di autodeterminazione: del cittadino, rispetto alla pubblicità politica; dell’utente delle grandi piattaforme social, rispetto alla manipolazione; del consumatore, rispetto al greenwashing. Ne risultano modelli diversi fra loro, incentrati l’uno essenzialmente su obblighi di trasparenza, concepiti sul presupposto di una certa capacità di autodeterminazione dei cittadini e l’altro, invece, sul divieto specifico di determinati contenuti nelle forme di comunicazione pubblicitaria. Un approfondimento mirato, condotto nel terzo paragrafo, sul tema delle libertà di informazione e comunicazione suggerisce cautela rispetto ad ipotetiche forme di diretta limitazione dei possibili contenuti della comunicazione politica. Vengono quindi ipotizzati, nel quarto paragrafo, alcuni possibili meccanismi innovativi, che potrebbero essere gradualmente introdotti dal legislatore e sperimentati per agevolare la contestualizzazione della comunicazione politica e consentire agli interessati di reclamare dai suoi autori informazioni aggiuntive. L’effetto, auspicato, dovrebbe essere quello di condurre il dibattito politico e di opinione pubblica, almeno quando riguarda tematiche di interesse amministrativo, ad una maggiore professionalità, qualità/verificabilità di contenuti, aderenza alla realtà, onde evitare che ne derivino stress per le amministrazioni pubbliche ed effetti pregiudizievoli sui complessivi loro output.

Comunicazione politica: riflessi su democrazia ed amministrazione pubblica

Taccogna
2026-01-01

Abstract

Il lavoro muove dall’idea, illustrata nel primo paragrafo, che occorra sviluppare nuove forme di disciplina giuridica della politica per salvaguardare il funzionamento delle istituzioni democratiche come configurato dalla Costituzione. In questo quadro è esaminato specificamente il tema della comunicazione politica, sempre più orientata a tecniche manipolative e suggestive, con conseguenze pregiudizievoli sul dibattito di opinione pubblica, sulla genuinità del consenso democratico, sulla crisi della rappresentanza ed altresì sul funzionamento stesso delle istituzioni e sull’interazione fra organi di governo ed apparati gestionali nell’amministrazione pubblica. Sono esaminate, nel secondo paragrafo con le relative sottosezioni, alcune recenti discipline europee, preordinate a salvaguardare la libertà di autodeterminazione: del cittadino, rispetto alla pubblicità politica; dell’utente delle grandi piattaforme social, rispetto alla manipolazione; del consumatore, rispetto al greenwashing. Ne risultano modelli diversi fra loro, incentrati l’uno essenzialmente su obblighi di trasparenza, concepiti sul presupposto di una certa capacità di autodeterminazione dei cittadini e l’altro, invece, sul divieto specifico di determinati contenuti nelle forme di comunicazione pubblicitaria. Un approfondimento mirato, condotto nel terzo paragrafo, sul tema delle libertà di informazione e comunicazione suggerisce cautela rispetto ad ipotetiche forme di diretta limitazione dei possibili contenuti della comunicazione politica. Vengono quindi ipotizzati, nel quarto paragrafo, alcuni possibili meccanismi innovativi, che potrebbero essere gradualmente introdotti dal legislatore e sperimentati per agevolare la contestualizzazione della comunicazione politica e consentire agli interessati di reclamare dai suoi autori informazioni aggiuntive. L’effetto, auspicato, dovrebbe essere quello di condurre il dibattito politico e di opinione pubblica, almeno quando riguarda tematiche di interesse amministrativo, ad una maggiore professionalità, qualità/verificabilità di contenuti, aderenza alla realtà, onde evitare che ne derivino stress per le amministrazioni pubbliche ed effetti pregiudizievoli sui complessivi loro output.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1295956
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