Negli ultimi anni le cavità artificiali hanno assunto crescente interesse scientifico per il loro valore culturale e paesaggistico ma anche per i rischi connessi alle infrastrutture urbane. Tra queste, i corsi d’acqua tombinati rappresentano una categoria particolarmente critica, spesso modificata nel tempo dall’espansione urbana e raramente monitorata dal punto di vista idraulico e strutturale. Lo studio analizza il bacino del Rio Rovare a Genova, altamente urbanizzato e sede di infrastrutture strategiche come il complesso ospedaliero di San Martino, il campus universitario e l’area ferroviaria di Terralba. Attraverso rilievi geomorfologici, di speleologia in cavità artificiali e analisi di cartografia storica, è emerso che la rete idrografica tombinata raggiunge 11,1 km, contro i 7,8 km riportati nella cartografia ufficiale regionale. L’urbanizzazione, oggi pari al 91% del bacino, ha inoltre ridotto drasticamente il tempo di corrivazione, aumentando la vulnerabilità idrogeomorfologica durante eventi estremi.
Identificazione di corsi d’acqua tombinati attraverso l’incrocio tra speleologia in cavità artificiali e analisi geomorfologica: un esempio dal Rio Rovare a Genova
Francesco Faccini;Andrea Ferrando;
2026-01-01
Abstract
Negli ultimi anni le cavità artificiali hanno assunto crescente interesse scientifico per il loro valore culturale e paesaggistico ma anche per i rischi connessi alle infrastrutture urbane. Tra queste, i corsi d’acqua tombinati rappresentano una categoria particolarmente critica, spesso modificata nel tempo dall’espansione urbana e raramente monitorata dal punto di vista idraulico e strutturale. Lo studio analizza il bacino del Rio Rovare a Genova, altamente urbanizzato e sede di infrastrutture strategiche come il complesso ospedaliero di San Martino, il campus universitario e l’area ferroviaria di Terralba. Attraverso rilievi geomorfologici, di speleologia in cavità artificiali e analisi di cartografia storica, è emerso che la rete idrografica tombinata raggiunge 11,1 km, contro i 7,8 km riportati nella cartografia ufficiale regionale. L’urbanizzazione, oggi pari al 91% del bacino, ha inoltre ridotto drasticamente il tempo di corrivazione, aumentando la vulnerabilità idrogeomorfologica durante eventi estremi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



