La produzione di energia elettrica ha rappresentato, e continua a rappresentare, un importante settore industriale sul territorio nazionale e, per oltre un secolo, le architetture industriali di questo settore hanno simboleggiato il progresso e caratterizzato le identità locali di diverse aree geografiche regionali. In Liguria, dove l’industrializzazione novecentesca ha trovato nella produzione di energia un motore di sviluppo, questi impianti hanno segnato in maniera indelebile il paesaggio e l’immaginario collettivo. Architetture funzionali, spesso aventi carattere di monumentalità, nate per rispondere alle logiche della tecnica e della produzione specifica di energia elettrica, si sono imposte nel paesaggio ligure come cattedrali dell’energia, punti di riferimento visivi e culturali legati alla storia del lavoro e del progresso industriale del territorio che, nel corso del Novecento, si andava ridefinendo e sviluppando attraverso le opere di elettrificazione. Oggi, molte di queste strutture sono dismesse o in stato di abbandono e rappresentano un’importante testimonianza di un’epoca che continua, tuttavia, a influenzare la percezione e il senso dei luoghi, caratterizzandone il paesaggio. Questo breve contributo intende fornire una panoramica sullo stato di fatto delle architetture per la produzione di energia elettrica in Liguria, ponendo particolare attenzione al caso delle centrali termoelettriche del Savonese e sottolineando l’importante relazione e interazione tra queste infrastrutture e il paesaggio in cui si inseriscono. In questo modo, si vuole sottolineare l’importanza di considerare le architetture delle centrali e le loro ciminiere non solo testimonianze di tecnica e progresso, ma come parte integrante di un paesaggio culturale i cui caratteri materiali e immateriali sono esito dell’interazione tra ambiente, tecnologia produttiva e comunità. Il paesaggio industriale storico, caratterizzato da centrali e ciminiere, tende, quindi, verso una nozione ecosistemica di paesaggio culturale che riconosce e si riflette nel valore poliedrico di queste eredità.

Centrali e ciminiere. Una panoramica sulle architetture per la produzione dell’energia termoelettrica nel savonese

Federica Pompejano;Cecilia Moggia
2023-01-01

Abstract

La produzione di energia elettrica ha rappresentato, e continua a rappresentare, un importante settore industriale sul territorio nazionale e, per oltre un secolo, le architetture industriali di questo settore hanno simboleggiato il progresso e caratterizzato le identità locali di diverse aree geografiche regionali. In Liguria, dove l’industrializzazione novecentesca ha trovato nella produzione di energia un motore di sviluppo, questi impianti hanno segnato in maniera indelebile il paesaggio e l’immaginario collettivo. Architetture funzionali, spesso aventi carattere di monumentalità, nate per rispondere alle logiche della tecnica e della produzione specifica di energia elettrica, si sono imposte nel paesaggio ligure come cattedrali dell’energia, punti di riferimento visivi e culturali legati alla storia del lavoro e del progresso industriale del territorio che, nel corso del Novecento, si andava ridefinendo e sviluppando attraverso le opere di elettrificazione. Oggi, molte di queste strutture sono dismesse o in stato di abbandono e rappresentano un’importante testimonianza di un’epoca che continua, tuttavia, a influenzare la percezione e il senso dei luoghi, caratterizzandone il paesaggio. Questo breve contributo intende fornire una panoramica sullo stato di fatto delle architetture per la produzione di energia elettrica in Liguria, ponendo particolare attenzione al caso delle centrali termoelettriche del Savonese e sottolineando l’importante relazione e interazione tra queste infrastrutture e il paesaggio in cui si inseriscono. In questo modo, si vuole sottolineare l’importanza di considerare le architetture delle centrali e le loro ciminiere non solo testimonianze di tecnica e progresso, ma come parte integrante di un paesaggio culturale i cui caratteri materiali e immateriali sono esito dell’interazione tra ambiente, tecnologia produttiva e comunità. Il paesaggio industriale storico, caratterizzato da centrali e ciminiere, tende, quindi, verso una nozione ecosistemica di paesaggio culturale che riconosce e si riflette nel valore poliedrico di queste eredità.
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